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Stanchezza cronica, mal di testa, difficoltà nel sonno, problemi di pelle, ansia, depressione, dolori muscolari, irrequietezza, assenza di sogni, bruciori… sono solo alcuni dei sintomi descritti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in relazione alla Sick Building Sindrome (SBS), la sindrome dell’edificio malato.

Alcuni dati

Uno studio mondiale, di cui ha parlato anche il quotidiano La Stampa, ha riscontrato che ognuno di noi trascorre, in media, 100 giorni all’anno “attaccato” al computer o allo smartphone.
Ora, supponiamo di iniziare a utilizzare questi strumenti in maniera sistematica a partire dai 10 anni di età.
Tenendo conto di una vita media di 80 anni, otteniamo circa 19 anni (100×70/365): 19 anni della nostra vita trascorsi davanti a uno schermo, il più delle volte, se non sempre, connesso alla rete Internet.
Secondo lo studio citato, il 59% degli adulti, ma la percentuale cresce di anno in anno anche nella fascia degli adolescenti, passa almeno 6 ore e 42 minuti al giorno connesso alla rete Internet.

L’importanza di vivere in ambienti sani

E non abbiamo tenuto conto del fatto che trascorriamo circa il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi.
Molto spesso questi luoghi sono più inquinati dell’ambiente esterno, in misura pari fino a cinque volte.
Molte sostanze e onde nocive, invisibili a occhi nudo, possono causare problemi per la nostra salute: mal di testa, irritazione agli occhi e senso di affaticamento, oltre a vari disturbi dell’umore o del sonno.

Ricordiamoci che la maggior parte del tempo che trascorriamo in caso, lo passiamo in camera da letto: è quasi un terzo della nostra vita il tempo che spendiamo nell’ambiente in cui dormiamo. È chiaro che il luogo dove riposiamo e ci rigeneriamo è fondamentale per la nostra salute ed esistenza e deve essere il più sano e pulito di tutti. È in camera da letto, durante il sonno, che scarichiamo stress, tossine e tensioni accumulate durante la giornata e dove dobbiamo ricaricarci per ritornare a una piena attività negli ambienti di lavoro e nelle aree comuni, nei quali, invece, non possiamo fare molto per modificare l’armonia energetica presente. 

Sappiamo bene, infatti, che vivere in armonia con il nostro corpo e con la nostra mente, con una colonna vertebrale e un sistema nervoso sani, ci permette di esprimere al meglio il nostro potenziale, sia per noi stessi sia nelle relazioni con gli altri.

I fenomeni “geopatogeni”

Arrivare a percepire in tempo le zone dannose per la nostra salute non ha prezzo in termini di miglioramento della qualità della vita. Nel caso dell’inquinamento elettromagnetico possiamo agire solo marginalmente, ma nel caso di congestioni e di zone geo-biologicamente perturbate è spesso possibile intervenire e sbloccare la situazione.

I fenomeni geopatogeni (con geopatogeno indichiamo tutte le emissioni patogene della terra) si distinguono tra quelli realmenti nocivi e quelli necessari e naturali.

È importante riconoscere che le reti elettromagnetiche naturali, più o meno forti, non sono portatrici in sé di radiazioni nocive per l’uomo, a esclusione del radon e dei raggi gamma che accompagnano le zone di faglia, ma sono canali preferenziali dove si concentrano le possibili congestioni atmosferiche del sottosuolo. La loro nocività in aumento è legata a fattori di inquinamento artificiale, come l’elettrosmog, la conduzione e il trasporto del gas, dell’elettricità, dei dati, la capillarizzazione dei sistemi fognari, e via dicendo.

Cosa possiamo fare?

Percepire le geo-patologie con il nostro corpo e con i nostri sensi sottili è possibile, richiede, però, volontà di apprendimento e volontà cosciente.

Possiamo iniziare comunque a migliorare il nostro stile di vita, a capire cosa favorisce la nostra armonia, e cosa, invece, provoca disequilibrio. Un valido aiuto è rappresentato dal Manuale del ben-essere del dottor Francesco Oliviero, che contiene importanti informazioni pratiche per correggere e migliorare la nostra vita e il nostro vivere.

Tratto dal “Corso di geobiologia percettiva” dell’ing. Maurizio Stefani.

 

Alcuni spunti per approfondire: