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Ogni organismo esiste in relazione all’ambiente, che è il suo regolatore esterno, e vive in un mondo che non funziona in modo lineare e causale, ma è fatto da sistemi circolari, interconnessi tra loro.
Non possono esistere soluzioni lineari per i sintomi e le malattie, non esiste il farmaco “magico” che fa sparire il mal di testa: dopo un po’ il sintomo ritorna peggio di prima e nel frattempo il farmaco ha anche intossicato il nostro organismo.
Per questo è importante andare in profondità e ricercare le cause, che possiamo comprendere veramente solo quando comprenderemo lo scopo della Vita.
È più importante conoscere che tipo di persona abbia una malattia anziché sapere che tipo di malattia abbia una persona.

Ippocrate

Note preliminari

Epicard ed Episcienza hanno in comune il suffisso EPI-, di derivazione greca, che significa “al di sopra”. Il dr. Francesco Oliviero utilizza spesso EPI come un acronimo, a indicare l’Ecologia della Persona Integrata.
Il dr. Oliviero parla, infatti, di EPI Medicina, una medicina che parte da un presupposto chiaro: nella Vita nulla è isolato e tutto è correlato; in tal modo possiamo imparare gli uni dagli altri e dalla Natura in maniera mutualistica.

Non significa negare che ognuno di noi vive in un contesto diverso da ogni altra persona, secondo modi di pensare che sono individuali e unici; significa riconoscere che insieme possiamo tutti imparare qualcosa, pur partendo da prospettive diverse: questa è la co-evoluzione.

Si parla spesso di medicina preventiva, ma la vera prevenzione è data dalla consapevolezza: è importante essere consapevoli delle modalità psicodinamiche che portano a uno stato di mal-essere, non preoccupandosi solo di curare la malattia. E gran parte di questa consapevolezza deriva dalla comprensione dello scopo della nostra Vita.

Le basi della Benattia®

Per comprendere la differenza tra Benattia e Malattia dobbiamo capire cosa significhi il termine Omeosinergia®. Il concetto di Benattia® è infatti uno dei tre pilastri della Medicina Omeosinergetica.

Il termine Omeosinergia fu coniato nel 1992 dal dr. Luigi Marcello Monsellato per definire la sua visione della Medicina e della malattia. Nel 2011, grazie a Giovanna Pantaleo, nacque l’Omeosinergia come filosofia.

La Medicina Omeosinergetica e la Filosofia Omeosinergetica hanno l’obiettivo di portare la persona al completo benessere fisico, mentale e sociale. Si tratta, di fatto, della stessa definizione di salute che è stata fatta dall’OMS nel 1948, quando la salute fu definita come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”.

Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, il lavoro da fare non può essere confinato in diversi scompartimenti, ma deve abbracciare una visione unitaria e interconnessa. Ci si interroga quindi sui metodi che possono portare al pieno raggiungimento di questo obiettivo e si raggiunge una nuova visione della “malattia”. Gli studi del dr. Monsellato e dei numerosi specialisti che hanno approfondito questo approccio hanno integrato la programmazione neurolinguistica, le analisi psicologico-comportamentali e l’integrazione neuro-emozionale, e hanno dimostrato che la causa della malattia è da ricercarsi nella “non accettazione” o “rifiuto” dell’esperienza.
Il rifiuto genera uno stress che con la mediazione del sistema nervoso neurovegetativo si va a somatizzare nella parte del corpo che funge da “bersaglio”.

Per maggiori informazioni >> cos’è l’Omeosinergia?

La Medicina Omeosinergetica

L’Omeosinergia® pone al centro i principi della consapevolezza, della perfezione, dell’unitarietà, dell’interazione Spirito-Anima-Corpo e dell’integrazione individuo-ambiente.

Come spiegano i fondatori:

“Tali concetti per tanto tempo sono stati considerati estranei al mondo scientifico, giacché difficilmente riconducibili a parametri biochimici o a termini numerici, gli unici ritenuti oggettivi e quindi fondamentali dalla Scienza accademica. La conseguenza di tale approccio ha portato ad una scissione e parcellizzazione sempre più profonda dell’individuo riducendolo a minutissime unità somatiche da osservare e analizzare e privandolo di quell’armonia e vitalità che solo una completa integrazione comporta. Si è dato molto valore ad un Corpo, sterile e immobile, senza Energia e senza Anima. Il superamento della divisione Energia-Anima-Corpo si fonda sulla “incarnazione dell’Anima” in ogni momento biologico e biofisico della nostra macchina umana. Questo non significa solo che Energia, Anima e Corpo interagiscano e siano in costante relazione, ma anche che in ogni singola cellula venga registrato ogni passo del processo evolutivo della persona, a livello biologico, emozionale e psichico. D’altra parte, la comprensione del disagio psichico non può ignorare la ricchezza comunicativa del mondo fisico se non vuole perdere il significato complessivo di un bisogno di riadattamento individuale e di ricostruzione di sé.”

Considerare solo la realtà fisica, emozionale e mentale appare riduttivo in una concezione olistica dell’organismo; per questo è fondamentale tenere conto dell’aspetto spirituale, inteso come armonia micro-macrocosmica.

Il ben-essere di cui parliamo parte da un viaggio verso se stessi, alla ricerca del senso della nostra Vita e delle risposte ai nostri “perché”.

Dell’importanza dei “perché” abbiamo parlato qui >> Qual è la domanda giusta?

Da queste basi, il dottor Oliviero ha approfondito i suoi studi nel corso degli anni, spiegando in maniera semplice ed immediata questi concetti e la loro applicazione in alcuni suoi libri.

Sul concetto di Benattia >> Benattia
Sullo stato di ben-essere >> Manuale del Ben-Essere

Questi concetti, approfonditi nel corso del tempo, testati e sperimentati nella quotidianità hanno poi trovato applicazione negli strumenti studiati e creati in collaborazione con l’ing. Stefani.
Trovi tutte le informazioni all’interno delle pagine dedicate:
>> EPICARD
>> NAMASTÉ
>> OLISTÉ

Episcienza e Biofotoni - cambiamento e benessere

Il concetto di BENATTIA®

Come detto in precedenza, il concetto di Benattia® è uno dei concetti fondamentali della Medicina Omeosinergetica.

Quando ci troviamo in uno stato di mal-essere, il nostro fine ultimo dovrebbe essere il pieno ripristino delle capacità reattive e vitali. Per questo, Benattia® si pone in contrapposizione a Malattia. La malattia viene rivalutata in quanto rappresentazione delle difese che il nostro corpo mette in atto. La malattia è di per sé un processo di autoguarigione biologico.

Per maggiori informazioni >> Benattia e Manuale del Ben-Essere

La malattia è una Benattia® perché è uno strumento per adattarsi ai cambiamenti, una possibilità di riattivare il nostro metabolismo, un’opportunità di crescita.
Si tratta quindi di attivare delle indicazioni terapeutiche che tengano conto del rapporto psico-fisico con l’ambiente esterno, e queste sono naturalmente studiate e testate da personale medico competente.

Quello che possiamo fare in prima persona è diventare veri protagonisti della nostra salute.

Possiamo cercare di interrogarci sui sintomi che percepiamo, prima di ricorrere in maniera immediata a un farmaco. Possiamo cercare di divenire consapevoli dei disagi che il nostro corpo esprime, in relazione alla nostra Anima. Possiamo cercare di ascoltare le informazioni che ci giungono, studiandole e comprendendone il significato più profondo per valutare un cambiamento, e quindi una guarigione, uno stare bene che ci fa vivere in equilibrio armonico.

Qual è lo scopo della nostra Vita?

Il nostro corpo ci parla, ci manda dei segnali chiari perché vuole essere ascoltato.
Come esprime questi segnali?
Attraverso il sintomo, la malattia, il disagio.

La malattia è quindi un processo, espressione di un blocco interno, presente dentro di noi. Sopprimere i sintomi molto spesso non serve per curare la malattia.
Per stare bene dobbiamo rimuovere, quindi guarire, i blocchi dentro di noi, quel qualcosa che ci portiamo dentro e che è un’espressione corporea della nostra Anima.

Come farlo nel modo migliore?
Diventandone consapevoli, andando oltre il sapere, oltre la conoscenza, trovando la saggezza e la conoscenza esperienziale che solo la Consapevolezza dona.
Ricorda: lo scopo della nostra Vita è la valorizzazione della nostra Anima. Facciamola vivere, respirare, esprimere, ossigenare.

Lo scopo della nostra vita e la gioia di vivere

Perché non riusciamo ad accettare la malattia?

C’è un qualcosa che spesso ci inganna: si tratta della nostra mente.
La nostra mente ci fa vivere nella paura, che altro non è se non il più grande antidoto alla Vita.

Più abbiamo paura, più rifiutiamo le esperienze che la Vita ci offre. Di conseguenza, la nostra paura diventa sofferenza e questo malessere diventa cronico e persiste nel tempo.

Tutti noi, quando nasciamo, possediamo già un nostro percorso. Possiamo chiamarlo nel modo che più ci piace, patrimonio genetico, Karma, percorso evolutivo, percorso di Consapevolezza…
È un percorso che si manifesta attraverso il corpo: non sono importanti gli eventi della Vita, conta come li viviamo.

Non dimenticare che ogni volta che il corpo parla, lo fa attraverso i sintomi e sta esprimendo il nostro mondo animico, legato a ciò che siamo, non a ciò che pensiamo o crediamo di essere.

Conclusioni

La paura non va nascosta, è normale ed è giusto ammettere di avere paura quando insorge un problema.
Dobbiamo, però, riconoscere che quel problema ci sta dicendo qualcosa di più profondo, e ci permette di correggere e guarire un qualcosa che nel nostro percorso si era bloccato.

Il punto di partenza è il cambiamento: un disagio si manifesta perché è necessario cambiare qualcosa nella nostra Vita.
Ritrovare la strada della nostra Anima è possibile. È un percorso che parte dal cambiamento e che si sviluppa nella Consapevolezza.

Possiamo rendere reale un nuovo inizio, un periodo di salute, vitalità e benessere totale. Possiamo ottimizzare la nostra energia vitale e sprigionare il pieno potere di autoguarigione del nostro corpo.
Vivi il Presente, senti di più e pensa di meno. Tutto è giusto e perfetto per la nostra evoluzione. Non c’è nulla di sbagliato nella Vita.

Non avere paura di entrare in contatto con i tuoi sintomi, con i tuoi disagi: accettali, conoscili. Non alimentare la sfera della paura. Più accetti il problema, prima questo se ne andrà.
Accettare vuol dire riconoscersi e accettarsi anche in quelle condizioni che la nostra mente critica, come la debolezza e la falsità.

Cambia. Scegli. Diventa consapevole.

Iniziamo?